sabato 11 aprile 2009

MEDITAZIONE


Due mesi fa ho creato un gruppo su Facebook sulla Meditazione, e poco dopo si è iscritto il presidente della Società Italiana tecniche di meditazione.
Per problemi di lavoro non ho potuto coltivare il gruppo, ma stamani ho scritto a questa persona, che è psicologo ed usa la meditazione anche per scopi terapeutici, di instaurare un rapporto di collaborazione, e di interscambio di esperienze in riferimento al tema Meditazione.
Non ho ancora ricevuta risposta, ma sembra una persona interessante e propensa al dialogo.
Inoltre anche il gruppo di meditazione cui fa parte Lucia G. (ex GFU), mi ha chiesto una collaborazione, un interscambio, è un gruppo molto bello e che propone un percorso spiituale molto profondo.
Il tutto potrebbe culminare anche con un incontro all'Ashram di Pescarolo, per fare assieme una giornata dedicata alla Meditazione, ma forse ora è prematuro.
Che ne pensate dell'iniziativa? Sarebbe un primo passo per ricominciare a fare un servizio sano ed uscire all'esterno per un lavoro per l'umanità, e non solo per la conservazione di una struttura.

Please tell me something..




martedì 7 aprile 2009

mercoledì 1 aprile 2009

RIFLESSIONI DI DIEGO


Un popolo con molte leggi è un popolo poco evoluto, un popolo
libero ha le sue leggi scritte dentro ogni individuo.
L'evoluzione dell'individuo passa dall'esperienza.
Sono fermamente convinto che l'educazione di un nuovo essere ,
necessaria per il luogo ed il tempo in cui nasce, debba dare la minor
influenza possibile affinchè assorba il minimo comportamento del
o degli educatori .
I nuovi arrivati sulla terra hanno in più rispetto a noi la somma delle
esperienze passate e si trovano già più avanti nel sentiero
rispetto ed in proporzione a quello che noi abbiamo fatto.

Chiarito questo è nostro dovere agevolare il loro sentiero affinchè
completino la formazione , rappresentata dalla assimilazione di
comportamenti, e possano il prima possibile esercitare i loro talenti
affinchè noi possiamo imparare nuove tecniche di confronto e di
crescita
.
Se servono 20 anni per acquisire un sistema educativo invasivo
per un essere appena nato , i successivi 20 anni sono necessari perchè
l'individuo scopra se stesso ed inizi ad essere se stesso , significa
che un essere inizia a 40 anni.
TROPPO TEMPO.
Dobbiamo ridurre la nostra influenza nel periodo di apprendimento
affinchè terminato il ventennio un individuo possa da subito
sperimentarsi

Questo rapportato all'iniziazione ha la stessa valenza.
Gli organismi che sono stati creati per avanzare nel SOA, per assurdo
hanno rallentato l'evoluzione e più grave, impaurito gi adepti.
L'iniziazione deve rendere gli uomini e le donne liberi , forti,
e sicuri di sè, mi sembra che questo non sia avvenuto visto
gli ultimi eventi.

Dove stà l'errore?
L'errore sta nel limitare la libertà e nel costringere le persone in un
percorso obbligato dove non esiste la creatività ed a questo errore
si va aggiungendo un altro molto più grave , quello di escludere
ed allontanare gli elementi che disturbano in modo che tutto
si appiattisca e perda quel potenziale umano che invece deve
abituarsi ai cambiamenti per evolvere .
Mi sento di dire che un corpo dirigente nel tempo è costretto
in qualche modo a preservare il lavoro fatto e perciò tende
a vietare comportamenti
che potrebbero minare cosa si è costruito.
Inoltre una persona viene riconosciuta qualitativamente
quando sà ciò che gli altri sanno e non vi è posto per innovazioni
o comunque, vengono sempre viste come un pericolo per
chi ha raggiunto un certo livello perchè dovrebbe
rimettersi in discussione e questo costa fatica.
E qui l'aspetto fisico diventa più importante dell'apparente
effimero cuore
.

Proprietà, potere, denaro, sono gli elementi predominanti
che indicano l'inquinamento del percorso che fanno poi crescere
la paura di perdere qualcosa che si è conquistato( la croce , immobili )
e si tende ad assoggettarsi a ciò che i superiori vogliono,
cioè la dipendenza a qualcosa di inutile come può essere per gli
stereotipi del mondo occidentale, ad esempio il fenomeno
della coca cola che se non ci fosse stata, nessuno ne
sentirebbe il bisogno.
Un corpo dirigente non deve vietare, ma bensì stimolare alla
sperimentazione, che uno si trovi a livello di yamin o gelong non importa e
se questi gradi li sleghiamo da un potere decisionale possiamo dire che ogni
individuo diventa libero di sprimentare ed i suoi limiti saranno solo
quelli che lui o lei si pongono.
Una associazione deve preoccuparsi che legalmente sia in ordine ,
non deve gestire il materiale umano che ha bisogno invece
di esser stimolato ad usare i propri talenti .

Spesso nel Soa l'errore che si fa è di lasciar credere che
vi siano dei
segreti che non possono essere svelati.
La rivelazione è che non vi è nessun segreto e così non vi è nessuno
che può sottomettere un suo fatello.
Gli ammicamenti ed il nepotismo che si sviluppa sono inevitabili,
dove l'associazione si basa su una gerachia di potere,
anche se noi la chiamiamo di servizio, la natura umano a livello
globale non ha ancora imparato a ad essere imparziale , si tende invece
a pensare che la nostra sia la via migliore e per questo in buona fede
commettiamo orrendi sopprusi.
Un dittatore nel bene o nel male è sempre un dittatore , anche se per
assurdo facesse il bene dell'umanità è comunque in errore perchè non
permette la possibilità di sbagliare .( libero arbitrio )
Segue.................
Diego B.

lunedì 30 marzo 2009


Discriminazione e discriminazioni

La discriminazione per quanto a parole e spesso anche per legge, aborrita, pare continuamente presente nella vita degli esseri umani, anche di quelli che scelgono la via della ricerca spirituale.
Le discriminazioni assumono le forme più varie, ci sono quelle palesi e quelle sottili e infide da svelare, anche ai nostri stessi occhi.
Si può discriminare per sesso, età, fede religiosa, appartenenza sociale e ... opinioni.
Alla base troviamo un giudizio e tanti condizionamenti culturali, che suonano come sentenza a cui segue un’etichetta, praticamente indelebile.
Allora non si guarda più alla persona per quella che è o per come agisce e si comporta, ma per una sua reale o presunta appartenenza a questo o quel gruppo, che riteniamo a noi avverso.
È in qualche modo abdicare al proprio pensiero, alla propria capacità di osservazione e “sposarne” una di comodo, che altri ci hanno confezionato.
Se ci si trova fra coloro che subiscono la discriminazione, penso che la prova più difficile sia non cadere nel medesimo meccanismo, che ci porterebbe istintivamente a non leggere o ascoltare ciò che “l’altro” ha da dire, e continuare invece ad osservare e valutare la persona in quanto tale, il più possibile liberi dai condizionamenti che ci portiamo appresso.
Questo ci rende davvero liberi e sinceri ricercatori della vera spiritualità, quella che si vive e non si professa, quella che ci porta ad agire secondo le parole del Khuddakapatha, IX : “Si auguri che tutte le creature siano felici e sicure, che siano felici nel cuore.
Tutte le creature viventi che ci sono, senza eccezioni, ferme o in movimento, lunghe o grandi, di medie dimensioni oppure piccine, minute o grosse, visibili o invisibili, che vivano lontano oppure vicino, nate di già o in attesa di nascere, che tutte le creature siano felici nel cuore!
Che nessuno umilii l'altro, né lo disprezzi in alcun modo né in alcun luogo; che nessuno, per collera o risentimento, desideri il male di qualcun altro. Come una madre veglia sull'unico figlio, disposta a dare la vita per proteggerlo, così, con un cuore sconfinato, si irradino d'amore tutti gli esseri.
Effondendo il mondo intero di amicizia, si coltivi un cuore sconfinato, sopra, sotto e per traverso; senza ostacoli, senza inimicizie, senza rivalità. In piedi, camminando, seduti o giacendo, finché si è svegli, si dedichi la mente a questa pratica; questo dicono che sia il Brahman. Evitando di aderire a false opinioni e dotata di profonda visione, domata la brama di piacere, una tal creatura non tornerà a nascere in un grembo materno”.

DA ZIMPIZAHUA

LETTERA DI UN GURÚ A UN ALTRO “GURÚ”
Da parte di Joaquín Alcántara Hernández.

Molti anni fa il Gran Gurú Doctor José Manuel Estrada Vázquez, fu oggetto di una calunnia infame che portò al sarcasmo dell’opinione pubblica. La stampa scandalistica lo crocifisse moralmente. La notizia morbosa corse per tutte le parti. In seguito si chiarì che c’era stata una confusione perchè si trattava di un nome simile: José Rafael Estrada Valero, che praticava anche lui yoga e portava la barba. Però il danno era stato fatto. Oggi è passato molto tempo e ancora c’è chi crede che la famosa artista Elsa Aguirre sia stata sua moglie. Ma per piacere!...

Bene, quella falsità circoló causando un danno morale, ma oggi mi permetto di trascrivere, per rendere omaggio e riaffermare la sua incomparabile opera per il bene dell’umanità, una lettera che egli scrisse poco prima della sua scomparsa fisica, a colui che oggi dirige il Supremo Ordine di Acuarius, la cui sede mondiale sta a Cuatepec; mi riferisco al Gurú don José Marcelli Noli.

Lo faccio perchè c’è molta gente che mi domanda: Cosa succede nella Gran Fratellanza Universale che non si sente più come ai tempi in cui lui ne era a capo? Quando andava alla radio, alla TV e teneva conferenze pubbliche, anche nelle Università? Veda gentile lettore, io ebbi l’onore di trasportarlo costantemente, di ascoltarlo e di vedere come le moltitudini si slanciavano verso di lui, per la sua figura imponente, la sua personalità travolgente, le sue vesti bianche, la sua barba e la capigliatura lunga, la sua cappa e i suoi sandali sempre puliti, impeccabili. Ricordo il suo profumo preferito di sandalo. Infine, nessuno come lui sapeva parlarci di Dio in una forma semplice, logica, non dogmatica.

Mi lasci raccontarle che arrivò alla Hacienda Zimpizahua per mezzo di un soldato che durante la rivoluzione armata era stato agli ordini del Maggiore Joaquín Alcántara Tolentino. Fu questo soldato, Vicente Licona, che ce lo presentò e lo portò in questo luogo dove trovò le “chiavi” che cercava per fare il suo ritiro spirituale. Fu così che passò qui tre anni senza andare nemmeno a Coatepec. Dopo i suoi giri per il mondo furono interminabili con lo scopo di lasciare ben fondata la Gran Fratellanza Universale. Mi lasci dire che il Maestre Estrada non ebbe mai ambizione per il potere nè per il denaro. Perfino fece correggere gli scritti dove l’Ashram compariva a suo nome. Egli volle che appartenesse all’Istituzione per la quale era venuto, la GFU. E ricordo come se fosse stato ieri che qualcuno gli domandò per scherzo: “Maestro, e se poi qualcuno lo vuole mandar via, cosa farà? ...Il Maestro con un sorriso gli rispose: “Non preoccuparti, ragazzo, mi hanno mandato via da case migliori e non me ne importa niente”...tutti ridemmo...

Quello che importa è che un vero Alto Iniziato vive libero da attaccamenti alla materia. Niente lo lega nè lo schiavizza. Sono Esseri di coscienza elevata che vengono a servire l’umanità. La loro convinzione è lavorare perchè si compia la saggia volontà di chi accende e spegne la luce del giorno. Non soffrono di niente, nè a causa di niente, nè per dolore fisico o malattie. Un autentico Gurú irradia luce, sparge intorno a sè uno stato di pace unico, trasmette sicurezza, sembra che al suo fianco il tempo non passi. Con lui c’erano sempre risate, buon umore e una ricchezza di insegnamenti. Questo e molto altro mi ricorda quest’ UOMO DI DIO che ebbi il privilegio di conoscere e frequentare personalmente.

Però pare che oggi, si stia verificando una situazione che sicuramente egli aveva previsto. Il Maestro Marcelli sta portando avanti un ruolo molto duro, molto difficile. E’ diventato qualcosa come il “villano” del film. Ha espulso dalla GFU (Istituzione che lui NON ha fondato) un uomo molto valido che dal 1970 ha conosciuto il Maestro Estrada e da allora ne ha seguito la sua linea, l’ancora Gurú José Michan Amiga.(Da non confondere con Chaya, a cui esprimo con queste righe la mia gratitudine da una parte e il mio riconoscimento della sua sapienza naturista; ma Chaya, ad onor del vero, non ha mai potuto superare il suo attaccamento agli affari e al denaro).
José e Carlos Michán sono un’altra cosa. Esprimo loro modestamente tutto il mio rispetto e la mia ammirazione.

Stando così le cose, vedendo ciò che sembrano essere erronee decisioni del Gurú Marcelli, sento la necessità di pubblicare questa lettera scritta nell’Ashram Interno fin da quell’epoca in cui il Maestre Estrada già visualizzava queste dure prove per l’Istituzione che egli stesso aveva fondato a lato di colui che era stato il suo Maestre, l’eminente saggio francese, il Dottor Serge Raynaud de la Ferriere.

Lei noti nella suddetta lettera, con che levatura il saggio che visse a Zimpizahua, si rivolge a colui che era stato suo discepolo. Ma prima aggiungo che in un’occasione chiesi al Maestre Estrada delle “croci” che dava come gradi a chi lo meritava. Il Maestre mi rispose: “Guarda, figliolo, ci sono quelli che hanno la croce e non la meritano. E ci sono quelli che non la possiedono, ma la portano dentro di sè”.

Eccole la Lettera: 16 Aprile 1982. GFU. Linea Solare.

Onorevole Gurú José Marcelli N.

Caro Discepolo: PAX
Con i miei auguri di luce nel giudizio e nel successo dei suoi lavori missionali, le sto scrivendo per dirle che ebbi delle notizie in merito ad uno scritto che lei inviò al Reverendo Gagpa Olivera, riferendosi al “Fratello Maggiore”. Le dissi che non doveva inviare questo tipo di comunicati, dicendole che questo era pregiudizievole per il “Fratello Maggiore” e per l’Istituzione.
Subito io le diedi ordini perchè non pubblicasse questo articolo, perchè non faccia danno all’Ordine, nè a Lei, nè al Fratello Maggiore. Lei può avere la sua idea al riguardo, ma non è quella di tutti. Lei come Gurù non può ostacolare la linea del Fratello Maggiore. Adesso sto ricordando quello che si mormorò in Messico riguardo al fatto che Lei sperava solo di raggiungere il Grado di Gurù per incaricarsi di togliere il fanatismo che regnava intorno al Fratello Maggiore. Io le chiedo per il suo bene, quello del Fratello Maggiore e della Sacra Tradizione Iniziatica di non impedire che si innalzi la figura del Fratello Maggiore e di lasciare che ognuno dica quello che vuole di lui. Il Fratello Maggiore non ha terminato la sua missione: ricordi che egli viene per il mondo e “niente e nessuno lo farà cadere”. Io voglio per lei tutto il bene che si può desiderare per un discepolo e per questo le faccio queste delucidazioni. Lei ha bisogno di conoscere di più il Fratello Maggiore perchè le si allontanino queste cose e comprenda meglio la Sacra Tradizione

Per finire mio caro Discepolo La benedice il Fratello Maggiore Gurú Dr. José Manuel Estrada.


Fino a qui questa Lettera storica che oggi riveste un’attualità e che serva a ricordarlo a chi debba farlo, per il bene dell’Istituzione che ne ha molto bisogno. Viva Messico, Signori! Ajúa.

L’ UOMO CHE NON E’ PADRONE DI SE STESSO NON SARA’ MAI LIBERO. [PITAGORA]

sabato 28 marzo 2009

CONDIVISIONE


Ci sono situazioni in cui la staticità della materia sembra essere quasi penetrata da una cosa sottile, impalpabile, che è difficile descrivere con parole, e che sembra dare un senso a tutto quello che accade.
Ero ad una fiera campionaria con un stand con la ditta in cui lavoro, e le giornate sono fatte di contatti, di parole, di nuove conoscenze, ed è una cosa che a me piace molto fare, a parte la stanchezza psico-fisica che ne deriva.
Per allietare i partecipanti è stato allestito un piccolo palco, in cui suonavano per qualche minuto due giovani violiniste, ad intervalli di un'ora.
C'è stato un momento in cui stavo ascoltando la musica, e mi sembra fosse un pezzo di J.S. Bach, in cui tutto sembrava avere una ragione di essere, tutto fosse magnificamente bello, e la materia sembrava essere pervasa da uno stato di bellezza, lo spazio-tempo fosse quasi immobile.
Non so se si è capito qualcosa, ma mi piaceva condividerlo con voi.

lunedì 23 marzo 2009

IL VALORE DELLA CROCE..


Sto riflettendo sul valore che noi diamo alla croce...
Secondo me è legato alla paura animale della morte.
Mi spiego meglio, inconsciamente percepiamo che l'andare verso l'alto
ci possa consentire di capire sempre meglio i segreti dell'esistenza, dell'Universo,
del gioco della vita e della morte, perchè leghiamo l'andare in alto in scala gerarchica, all'andare in alto come coscienza.
Quindi possiamo intendere non salire i gradini, come un nostro blocco evolutivo, un ritorno al regno della materia e l'impossibilità di percepire quello che sottintende la parte densa della creazione, un fallimento personale.
A livello teorico questa cosa potrebbe essere anche vera, pero'nella realtà, come stiamo vedendo, non è cosi, perchè l'essere umano è molteplice, e il suo istinto di conservazione la fa spesso da padrone, creando cosi attaccamenti, ricerca di potere (che è la ricerca dell'immortalità dalla parte sbagliata, quella della materia), tale da rendere nei fatti vano il significato reale della croce.
Cosi si è data un'importanza smisurata al pezzo di metallo, dimenticando spesso che la vera croce si costruisce all'interno, e sviluppa qualità umane come la sincerità, l'onestà, la rettitudine, la gioia di vivere.
Ho buttato qualche semino per iniziare una discussione che finalmente elevi il tono della discussione da una burocrazia melmosa, a considerazioni un po'più elevate, faccia crescere le ali al serpente per diventare un'aquila.