lunedì 30 marzo 2009


Discriminazione e discriminazioni

La discriminazione per quanto a parole e spesso anche per legge, aborrita, pare continuamente presente nella vita degli esseri umani, anche di quelli che scelgono la via della ricerca spirituale.
Le discriminazioni assumono le forme più varie, ci sono quelle palesi e quelle sottili e infide da svelare, anche ai nostri stessi occhi.
Si può discriminare per sesso, età, fede religiosa, appartenenza sociale e ... opinioni.
Alla base troviamo un giudizio e tanti condizionamenti culturali, che suonano come sentenza a cui segue un’etichetta, praticamente indelebile.
Allora non si guarda più alla persona per quella che è o per come agisce e si comporta, ma per una sua reale o presunta appartenenza a questo o quel gruppo, che riteniamo a noi avverso.
È in qualche modo abdicare al proprio pensiero, alla propria capacità di osservazione e “sposarne” una di comodo, che altri ci hanno confezionato.
Se ci si trova fra coloro che subiscono la discriminazione, penso che la prova più difficile sia non cadere nel medesimo meccanismo, che ci porterebbe istintivamente a non leggere o ascoltare ciò che “l’altro” ha da dire, e continuare invece ad osservare e valutare la persona in quanto tale, il più possibile liberi dai condizionamenti che ci portiamo appresso.
Questo ci rende davvero liberi e sinceri ricercatori della vera spiritualità, quella che si vive e non si professa, quella che ci porta ad agire secondo le parole del Khuddakapatha, IX : “Si auguri che tutte le creature siano felici e sicure, che siano felici nel cuore.
Tutte le creature viventi che ci sono, senza eccezioni, ferme o in movimento, lunghe o grandi, di medie dimensioni oppure piccine, minute o grosse, visibili o invisibili, che vivano lontano oppure vicino, nate di già o in attesa di nascere, che tutte le creature siano felici nel cuore!
Che nessuno umilii l'altro, né lo disprezzi in alcun modo né in alcun luogo; che nessuno, per collera o risentimento, desideri il male di qualcun altro. Come una madre veglia sull'unico figlio, disposta a dare la vita per proteggerlo, così, con un cuore sconfinato, si irradino d'amore tutti gli esseri.
Effondendo il mondo intero di amicizia, si coltivi un cuore sconfinato, sopra, sotto e per traverso; senza ostacoli, senza inimicizie, senza rivalità. In piedi, camminando, seduti o giacendo, finché si è svegli, si dedichi la mente a questa pratica; questo dicono che sia il Brahman. Evitando di aderire a false opinioni e dotata di profonda visione, domata la brama di piacere, una tal creatura non tornerà a nascere in un grembo materno”.

DA ZIMPIZAHUA

LETTERA DI UN GURÚ A UN ALTRO “GURÚ”
Da parte di Joaquín Alcántara Hernández.

Molti anni fa il Gran Gurú Doctor José Manuel Estrada Vázquez, fu oggetto di una calunnia infame che portò al sarcasmo dell’opinione pubblica. La stampa scandalistica lo crocifisse moralmente. La notizia morbosa corse per tutte le parti. In seguito si chiarì che c’era stata una confusione perchè si trattava di un nome simile: José Rafael Estrada Valero, che praticava anche lui yoga e portava la barba. Però il danno era stato fatto. Oggi è passato molto tempo e ancora c’è chi crede che la famosa artista Elsa Aguirre sia stata sua moglie. Ma per piacere!...

Bene, quella falsità circoló causando un danno morale, ma oggi mi permetto di trascrivere, per rendere omaggio e riaffermare la sua incomparabile opera per il bene dell’umanità, una lettera che egli scrisse poco prima della sua scomparsa fisica, a colui che oggi dirige il Supremo Ordine di Acuarius, la cui sede mondiale sta a Cuatepec; mi riferisco al Gurú don José Marcelli Noli.

Lo faccio perchè c’è molta gente che mi domanda: Cosa succede nella Gran Fratellanza Universale che non si sente più come ai tempi in cui lui ne era a capo? Quando andava alla radio, alla TV e teneva conferenze pubbliche, anche nelle Università? Veda gentile lettore, io ebbi l’onore di trasportarlo costantemente, di ascoltarlo e di vedere come le moltitudini si slanciavano verso di lui, per la sua figura imponente, la sua personalità travolgente, le sue vesti bianche, la sua barba e la capigliatura lunga, la sua cappa e i suoi sandali sempre puliti, impeccabili. Ricordo il suo profumo preferito di sandalo. Infine, nessuno come lui sapeva parlarci di Dio in una forma semplice, logica, non dogmatica.

Mi lasci raccontarle che arrivò alla Hacienda Zimpizahua per mezzo di un soldato che durante la rivoluzione armata era stato agli ordini del Maggiore Joaquín Alcántara Tolentino. Fu questo soldato, Vicente Licona, che ce lo presentò e lo portò in questo luogo dove trovò le “chiavi” che cercava per fare il suo ritiro spirituale. Fu così che passò qui tre anni senza andare nemmeno a Coatepec. Dopo i suoi giri per il mondo furono interminabili con lo scopo di lasciare ben fondata la Gran Fratellanza Universale. Mi lasci dire che il Maestre Estrada non ebbe mai ambizione per il potere nè per il denaro. Perfino fece correggere gli scritti dove l’Ashram compariva a suo nome. Egli volle che appartenesse all’Istituzione per la quale era venuto, la GFU. E ricordo come se fosse stato ieri che qualcuno gli domandò per scherzo: “Maestro, e se poi qualcuno lo vuole mandar via, cosa farà? ...Il Maestro con un sorriso gli rispose: “Non preoccuparti, ragazzo, mi hanno mandato via da case migliori e non me ne importa niente”...tutti ridemmo...

Quello che importa è che un vero Alto Iniziato vive libero da attaccamenti alla materia. Niente lo lega nè lo schiavizza. Sono Esseri di coscienza elevata che vengono a servire l’umanità. La loro convinzione è lavorare perchè si compia la saggia volontà di chi accende e spegne la luce del giorno. Non soffrono di niente, nè a causa di niente, nè per dolore fisico o malattie. Un autentico Gurú irradia luce, sparge intorno a sè uno stato di pace unico, trasmette sicurezza, sembra che al suo fianco il tempo non passi. Con lui c’erano sempre risate, buon umore e una ricchezza di insegnamenti. Questo e molto altro mi ricorda quest’ UOMO DI DIO che ebbi il privilegio di conoscere e frequentare personalmente.

Però pare che oggi, si stia verificando una situazione che sicuramente egli aveva previsto. Il Maestro Marcelli sta portando avanti un ruolo molto duro, molto difficile. E’ diventato qualcosa come il “villano” del film. Ha espulso dalla GFU (Istituzione che lui NON ha fondato) un uomo molto valido che dal 1970 ha conosciuto il Maestro Estrada e da allora ne ha seguito la sua linea, l’ancora Gurú José Michan Amiga.(Da non confondere con Chaya, a cui esprimo con queste righe la mia gratitudine da una parte e il mio riconoscimento della sua sapienza naturista; ma Chaya, ad onor del vero, non ha mai potuto superare il suo attaccamento agli affari e al denaro).
José e Carlos Michán sono un’altra cosa. Esprimo loro modestamente tutto il mio rispetto e la mia ammirazione.

Stando così le cose, vedendo ciò che sembrano essere erronee decisioni del Gurú Marcelli, sento la necessità di pubblicare questa lettera scritta nell’Ashram Interno fin da quell’epoca in cui il Maestre Estrada già visualizzava queste dure prove per l’Istituzione che egli stesso aveva fondato a lato di colui che era stato il suo Maestre, l’eminente saggio francese, il Dottor Serge Raynaud de la Ferriere.

Lei noti nella suddetta lettera, con che levatura il saggio che visse a Zimpizahua, si rivolge a colui che era stato suo discepolo. Ma prima aggiungo che in un’occasione chiesi al Maestre Estrada delle “croci” che dava come gradi a chi lo meritava. Il Maestre mi rispose: “Guarda, figliolo, ci sono quelli che hanno la croce e non la meritano. E ci sono quelli che non la possiedono, ma la portano dentro di sè”.

Eccole la Lettera: 16 Aprile 1982. GFU. Linea Solare.

Onorevole Gurú José Marcelli N.

Caro Discepolo: PAX
Con i miei auguri di luce nel giudizio e nel successo dei suoi lavori missionali, le sto scrivendo per dirle che ebbi delle notizie in merito ad uno scritto che lei inviò al Reverendo Gagpa Olivera, riferendosi al “Fratello Maggiore”. Le dissi che non doveva inviare questo tipo di comunicati, dicendole che questo era pregiudizievole per il “Fratello Maggiore” e per l’Istituzione.
Subito io le diedi ordini perchè non pubblicasse questo articolo, perchè non faccia danno all’Ordine, nè a Lei, nè al Fratello Maggiore. Lei può avere la sua idea al riguardo, ma non è quella di tutti. Lei come Gurù non può ostacolare la linea del Fratello Maggiore. Adesso sto ricordando quello che si mormorò in Messico riguardo al fatto che Lei sperava solo di raggiungere il Grado di Gurù per incaricarsi di togliere il fanatismo che regnava intorno al Fratello Maggiore. Io le chiedo per il suo bene, quello del Fratello Maggiore e della Sacra Tradizione Iniziatica di non impedire che si innalzi la figura del Fratello Maggiore e di lasciare che ognuno dica quello che vuole di lui. Il Fratello Maggiore non ha terminato la sua missione: ricordi che egli viene per il mondo e “niente e nessuno lo farà cadere”. Io voglio per lei tutto il bene che si può desiderare per un discepolo e per questo le faccio queste delucidazioni. Lei ha bisogno di conoscere di più il Fratello Maggiore perchè le si allontanino queste cose e comprenda meglio la Sacra Tradizione

Per finire mio caro Discepolo La benedice il Fratello Maggiore Gurú Dr. José Manuel Estrada.


Fino a qui questa Lettera storica che oggi riveste un’attualità e che serva a ricordarlo a chi debba farlo, per il bene dell’Istituzione che ne ha molto bisogno. Viva Messico, Signori! Ajúa.

L’ UOMO CHE NON E’ PADRONE DI SE STESSO NON SARA’ MAI LIBERO. [PITAGORA]

sabato 28 marzo 2009

CONDIVISIONE


Ci sono situazioni in cui la staticità della materia sembra essere quasi penetrata da una cosa sottile, impalpabile, che è difficile descrivere con parole, e che sembra dare un senso a tutto quello che accade.
Ero ad una fiera campionaria con un stand con la ditta in cui lavoro, e le giornate sono fatte di contatti, di parole, di nuove conoscenze, ed è una cosa che a me piace molto fare, a parte la stanchezza psico-fisica che ne deriva.
Per allietare i partecipanti è stato allestito un piccolo palco, in cui suonavano per qualche minuto due giovani violiniste, ad intervalli di un'ora.
C'è stato un momento in cui stavo ascoltando la musica, e mi sembra fosse un pezzo di J.S. Bach, in cui tutto sembrava avere una ragione di essere, tutto fosse magnificamente bello, e la materia sembrava essere pervasa da uno stato di bellezza, lo spazio-tempo fosse quasi immobile.
Non so se si è capito qualcosa, ma mi piaceva condividerlo con voi.

lunedì 23 marzo 2009

IL VALORE DELLA CROCE..


Sto riflettendo sul valore che noi diamo alla croce...
Secondo me è legato alla paura animale della morte.
Mi spiego meglio, inconsciamente percepiamo che l'andare verso l'alto
ci possa consentire di capire sempre meglio i segreti dell'esistenza, dell'Universo,
del gioco della vita e della morte, perchè leghiamo l'andare in alto in scala gerarchica, all'andare in alto come coscienza.
Quindi possiamo intendere non salire i gradini, come un nostro blocco evolutivo, un ritorno al regno della materia e l'impossibilità di percepire quello che sottintende la parte densa della creazione, un fallimento personale.
A livello teorico questa cosa potrebbe essere anche vera, pero'nella realtà, come stiamo vedendo, non è cosi, perchè l'essere umano è molteplice, e il suo istinto di conservazione la fa spesso da padrone, creando cosi attaccamenti, ricerca di potere (che è la ricerca dell'immortalità dalla parte sbagliata, quella della materia), tale da rendere nei fatti vano il significato reale della croce.
Cosi si è data un'importanza smisurata al pezzo di metallo, dimenticando spesso che la vera croce si costruisce all'interno, e sviluppa qualità umane come la sincerità, l'onestà, la rettitudine, la gioia di vivere.
Ho buttato qualche semino per iniziare una discussione che finalmente elevi il tono della discussione da una burocrazia melmosa, a considerazioni un po'più elevate, faccia crescere le ali al serpente per diventare un'aquila.

domenica 22 marzo 2009

LETTERA DI ELENA MICHAN



L'UOMO CHE NON E' PADRONE DI SE STESSO NON SARA' MAI LIBERO [PITAGORA]

La verità è come la realtà: ciascuno la gestisce a seconda di quello che ha dentro di sè, dei suoi interessi e delle sue convenienze.
La verità può essere distorta, e ci sono mezze verità soprattutto quando le intenzioni sono di distruggere, ingannare o tergiversare, ci sono menzogne che si ripetono tanto, che nella mente del loro creatore finiscono per diventare reali. Nell'ultimo viaggio che abbiamo fatto a Barcellona, ho conosciuto il rispettabile getuls Favian Rojas, psicologo di professone, un uomo intelligente e di grande valore, e gli ho domandato la differenza che c'è tra uno psicotico ed un nevrotico, e con la chiarezza che lo caratterizza, senza ulteriori spiegazioni mi ha detto che il nevrotico vuole che 2+2 faccia 5, mentre lo psicotico è convinto che 2+2 faccia 5. Questo mi ha fatto capire che ci sono più psicotici di quello che crediamo.
Oggi, 13 di marzo 2009, il MAESTRO JOSE MICHAN, mi mostra la risoluzione del HDP, della sua sospensione; certo non mi stupisce, dopo sei lunghi anni di una lotta ostinata senza il minimo pudore per cacciarlo dall'ordine e dalla GFU; ogni anno la lotta si è fatta più e più intensa, con accuse sempre più assurde, come quella che voleva unirsi agli altri Michan per impadronirsi della GFU, o successivamete quella di far pensare ai fratelli che il MAESTRO J MICHAN voleva impadronirsi della casa del centro GFU di New York, e di certo "quando il fiume è rivoltato c'è abbondanza di Pescatori". c'è una persona che non è per niente stupida e che vive da 4 anni in una casa che non gli costò nulla, che era il risultato del lavoro di molti fratelli e sorelli beintenzionati, che avevano creduto e confidato nei loro MAESTRI e nella GERARCHIA. Questa persona continua a godere del'appoggio e della simpatia della "grande gerarchia" che regge i disegni della nostra molto nobile causa. Se vi sembra un po' assurdo, a me questi ultimi anni gli avvenimenti nell'ordine mi sembrano anto kafkiani che mi sono diventati difficili da assimilare.
Come diceva il FRATELLO MAGGIORE, questo è il materiale umano che aveva a disposizione, e ok, nel frattempo stiamo provando ad essere migliori esseri umani.
La vida è una catena di scivolate di apprendimento; la vita ti presenta un esame e sarà la qualità del tuo apprendimento quello che ti darà la virtù di passarlo o no: a me mi riempie di orgoglio vedere un UOMO come il MAESTRO Jose Michan che è una persona salda nelle sue convinzioni e che nè le minacce nè il discredito lo hanno fatto arretrare di fronte a quello che ritiene essere corretto; nei confronti del suo MAESTRO e della sua COSCIENZA. Nessuno, assolutamente nessuno, può avere supremazia sulla coscienza di un altro essere umano, questo sarebbe, come diceva il FRATELLO MAGGIORE, incostituzionale. La saggezza della vita te la da la vita stessa, la crescita della tua coscienza e l'evoluzione del tuo essere te la da l'esperienza, a seconda della tua capacità di comprenderla e viverla, "il più alto obiettivo della conoscenza è la natura essenziale del BENE, da dove discende il valore che attribuiamo a tutto cià che è buono e corretto" (PLATONE).
Così se parliamo come esseri pensanti e con una certa intelligenza sappiamo che nessuno può cancellare il tuo percorso nella vita, quello che sei essenzialmente, non è nelle mani di un altro uomo dartelo o togliertelo "L'UOMO (DONNA) no è più di quello che fa di se stesso".
"Se per caso esiste qualcosa nella filosofia che può considerarsi insegnamento, solo può essere l'insegnare a pensare con la propria testa". Credo che questo sia fondamentale per l'istituzione, perchè nel momento in cui altri decidono per noi, ci dicono chi siamo , come e cosa dobbiamo pensare, cosa dire e coma agire, abbassando i nostri ideali, le nostre convinzioni o principi, avremo PERSO LA STRADA.
Con tutto questo mi chiedo co'abbia fatto il MAESTRO JOSE MICHAN di tanto grave per meritare di essere espulso dall'Ordine e dala GFU, poichè tutte la accuse precedenti erano ormai cadute da sole, e gli ultimi rimproveri che ho ascoltato erano per il fatto che 15 anni fa il MAESTRO JOSE MICHAN si portò in una viaggio i suoi figli, con il biglietto che mi fu inviato e che non potei utilizzare per una responsabilità ineludibile verso i miei figli, e questo è più grave degli altri grandi e molti errori che molti gerarchi hanno commesso e molti li conosciamo, e credo che convenga non aprire il vaso di Pandora, perchè se no poi non sapremo come chiuderlo.
Mi rimane solo da dire Grazie PEPE per essere l'UOMO che sei, il padre affettuoso, rilassante e sicuro, il compagno, e amico, che è presente nei momenti più difficili della vita e soprattutto l'amore che mi ispirasti in questi 40 anni. Che la luce e l'ispirazione del FRATELLO MAGGIORE continuino a guidare i tuoi passi nel sentiero che hai deciso di battere.
Saluti affettuosi a tutti quelli che si sn presi la briga di leggere questa riflessione

ELENA HERNANDEZ IN MICHAN

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